Angelo Petrulli, un esempio per tutti

LagoMaggioreSport è un sito in cui solitamente si parla di futuro, di eventi in arrivo, ma anche di esperienze che possono essere condivise e degli aspetti più giocosi e vitali dello sport: e oggi è il giorno per parlare di una persona che di questi aspetti dello sport ne ha fatto una ragione di vita: Angelo Petrulli, spentosi a causa di un male incurabile.

L’inventore del GSH Sempione

Chi pratica sport nel VCO, e non solo, non può non sapere chi è Petrulli: vittima di un infortunio sul lavoro che lo ha costretto sulla sedia a rotelle nel lontano 1968, non ancora ventenne, Angelo, dotato di una carica vitale prorompente, uno sguardo attento che spesso si tramutava in un sorriso aperto e contagioso, fondò nel 1982 il GSH Sempione, la prima società sportiva del territorio dedicata agli atleti diversamente abili.

Da grande innovatore fu uno dei primi, in particolare nel nostro territorio, a intuire quale potenzialità potesse avere lo sport come elemento aggregante e di inclusione per chi troppo spesso rimaneva escluso da ogni attività: e allora ogni occasione era buona per coinvolgere i suoi ragazzi negli sport più diversi: basket in carrozzina, sci di fondo, sci alpino, atletica leggera, curling, canottaggio…

Il GSH Sempione è diventato in breve sinonimo di sport per diversamente abili, sia in termini agonistici, sia a livello organizzativo, ricordiamo per esempio i Campionati Italiani di Atletica Leggera a Gravellona Toce, sia in termini promozionali, con esibizioni in piazza, durante eventi sportivi, convegni e molte altre iniziative.

La stella nell’atletica leggera

Atleta, allenatore, organizzatore, promotore: Angelo Petrulli era tutto questo e molti di più: grande agonista, si impegnava in prima persona in ogni sport, risultando così esempio concreto per tutti i ragazzi del GSH Sempione, che lo seguivano perché si riconoscevano in lui e ottenevano dei risultati incredibili, sia in campo, nel 2016 la società ha conquistato il suo decimo titolo tricolore di atletica leggera, sia a livello di crescita personale, qualsiasi fosse la disabilità; Angelo sapeva trovare le parole giuste per spronare i suoi ragazzi a impegnarsi e a dare sempre il meglio di sé.

Un grande esempio

Ma, paradossalmente, le persone a cui Angelo può insegnare di più, anche adesso che non è più tra noi, sono le persone cosiddette “normali”; con il suo esempio Petrulli ha abbattuto innumerevoli barriere, da quelle architettoniche a quelle, ben più difficili da sconfinggere, dei pregiudizi e dell’indifferenza.

Angelo Petrulli ci ha insegnato che lo sport è vita, anche e soprattutto per chi è atleta disabile.

Ora sta a tutti noi fa si che il suo insegnamento non vada perduto.

 

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