Avventura allo Yukon Arctic Ultra

Il freddo è loro amico: Laura Trentani e Roberto Ragazzi parteciperanno alla Yukon Arctic Ultra, il trail più freddo e duro del mondo, come dice il sito dell’evento in programma dal 5 al 18 febbraio 2017.

Per Roberto e Laura sarà un ritorno, infatti i due hanno già partecipato, sulla distanza di 100 miglia (circa 160 km), alla corsa a cavallo tra Canada e Alaska nel 2015 ottenendo un risultato lusinghiero: 1^ team, 5^ assoluti e Laura 1^ donna.

“Ma non è certo per questo motivo che abbiamo partecipato nel 2015 – spiega Roberto – e che ritorneremo nel 2017, questa volta sulla distanza di 300 miglia (quasi 500 km); il nostro obiettivo è arrivare in fondo e goderci quanto più possibile lo straordinario paesaggio in cui saremo immersi”.

Ma da dove nasce questa passione? “Io e Laura abbiamo sempre amato la natura, la montagna e i viaggi, preferendo ambienti lontani dal turismo di massa e quanto più incontaminati, a diretto contatto con la natura e gli animali; nel corso dei nostri viaggi siamo rimasti letteralmente folgorati dal territorio compreso tra Alaska e Canada e abbiamo deciso che ci saremmo tornati, ma questa volta in inverno”.

Roberto e Laura hanno allora iniziato un percorso di avvicinamento, con esperienze di diverso genere come, per esempio, il trekking di 10 giorni, con sci e cani da slitta, nelle isole Svalbard (dove hanno avvistato anche un orso polare).

In allenamento a Livigno

“Forti di queste esperienze – continua Roberto – abbiamo deciso di provare l’esperienza invernale in Alaska ma, come si può facilmente immaginare, non è così facile trovare qualcuno che organizzi viaggi in una zona dove le temperature d’inverno scendono fino a -48° e la media è di -35°; ma poi finalmente abbiamo trovato la Yukon Arctic Ultra, gara su diverse distanze che si possono percorrere a piedi, con gli sci oppure con la MTB (Fat Bike)”.

Nel 2015 quindi Roberto e Laura partono per la loro prima avventura: “A parte il risultato finale, questa esperienza è stata fondamentale per capire come muoversi in un ambiente estremo come quello artico invernale”.

All’arrivo nel 2015

Nonostante si fossero preparati con cura, e grazie a questo sono riusciti a terminare la prova, mentre molti sono stati i ritirati, alcuni con seri problemi di congelamento, anche Roberto e Laura hanno dovuto fare i conti con ogni tipo di problema: “La cosa principale che abbiamo imparato è che quello che va bene qui, alla Yukon Arctic Ultra non funziona! A cominciare dal cibo, per finire con le creme solari, abbiamo dovuto imparare a nostre spese che ogni bisogna porre attenzione al minimo dettaglio, pensando alla temperature che si incontreranno”.

“Durante la Yukon Arctic Ultra dovremo camminare – prosegue Roberto – per circa 7/8 giorni e 7 notti, in condizioni estreme, ma anche in un contesto spettacolare; tra l’altro, essendo inverno avremo poche ore di luce, e spesso cammineremo al buio; cercheremo di ridurre al minimo le pause, fermandoci al massimo due/tre ore ogni 10/12 ore di cammino; sarà poi Madre Natura comunque a decidere la nostra reale tabella di marcia”.

Laura… congelata

Un ruolo fondamentale lo riveste l’abbigliamento: “Ci siamo dotati, grazie anche alla collaborazione di Sportway, del miglior abbigliamento tecnico in circolazione, che permette una buona traspirazione – sudare a quelle temperature è pericoloso – e una adeguata protezione dal gelo”.

Per quanto riguarda il cibo, dopo l’esperienza del 2015, in cui tutto quello che avevamo, in particolare parmigiano reggiano e carne delle nostre valli, si è congelato, abbiamo ora in dotazione, dopo una lunga ricerca su internet, di contenitori tecnici in grado di resistere alle temperature che troveremo”.

Anche una procedura semplice come accendere il fuoco in Alaska diventa difficile: “L’accendino è inservibile perché il gas congela, lo stesso vale per i fiammiferi, la cui capocchia si rompe per il troppo freddo; dobbiamo arrangiarci con un sistema primitivo, ovvero facendo scintille con due pezzi di ferro e usando un tampax, si avete capito bene, facilmente infiammabile, per far si che la scintilla diventi fuoco in fretta senza spegnersi subito”.

L’allenamento è fondamentale: “Sono mesi che ci stiamo preparando, compatibilmente con i nostri impegni lavorativi, partecipando anche ai trail più lunghi senza alcun obiettivo di classifica ma solo allo scopo di allenarci alla distanza; meglio se di notte, per abituarsi ai rumori del bosco e soprattutto a camminare al buio”.

Insomma una vera e propria impresa, anche dal punto di vista economico: “Solo di iscrizione, l’investimento richiesto è di oltre 1.800 € a testa, cui vanno aggiunti volo, pernottamenti, il materiale (e nonostante l’aiuto dei nostri sponsor), etc”.

Roberto e Laura non dimenticano la solidarietà: “Questa volta il percorso fisico e mentale per arrivare a compiere quella che per noi sarebbe un’impresa sarà più duro e per questo ancora più costruttivo, ma siamo consapevoli che bisogna essere grati alla vita di queste occasioni e per questo abbiamo fortemente voluto colleg

Laura e Roberto

are la
nostra sfida ad un progetto ancora più grande… la costruzione di una scuola professionale in Burundi.
Grazie alla disponibilità di Roberto Cimberio correremo con Run4Africa, progetto charity promosso da Cimberio Valve in collaborazione con Vispe e Sestero onlus; il nostro intento, anche grazie alle serate promozionali che abbiamo organizzato è condividere le nostre emozioni prima, durante e dopo la gara con tutti i nostri contatti (amici, parenti, conoscenti, appassionati di sport e di montagna, clienti, pazienti…). A tutti loro chiediamo di “correre con noi”, versando, se lo credono utile, sul CC intestato a Vispe Volontari Italiani Per La Solidarietà ai Paesi Emergenti ONG-ONLUS, IBAN IT38U0503445430000000000348 una qualunque cifra a sostegno dell’iniziativa benefica. Se saremo fortunati per la seconda volta, al traguardo non saremo i soli a sorridere e potremo sventolare la bandiera italiana simbolo di quest’avventura”.

La Yukon Arctic Ultra si avvicina sempre più: “Le giornate diventano sempre più serrate, gli allenamenti sempre più duri, i preparativi sempre più intensi: ma noi siamo sereni, ci impegneremo per conquistare ancora una volta la medaglia di finisher, il nostro premio più grande”.

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