Danila Guida, una vera Gigante

Danila Guida è la prima donna del Verbano Cusio Ossola ad aver terminato il Tor Des Geants: questo, agli appassionati di Trail, basta a far capire di che pasta è fatta la ragazza (anche se anagraficamente ragazzina più non è, ha lo spirito di una ventenne) di Gravellona Toce.

Per chi non sa cos’è il Tor De Geants, basti dire che è un Endurance Trail, sulle montagne della Valle d’Aosta di 330 km e 24.000 m di dislivello positivo: quindi Danila è una super donna?

Danila in allenamento sulle sue montagne

Danila in allenamento sulle sue montagne

Ma no – si schernisce lei – sono persona normalissima, infermiera presso la SOC Diabetologia di Omegna, sposata da vent’anni con Dario, runner da sempre, e mamma di due ragazzi di 20 e 18 anni; ho iniziato a correre – spiega Danila – solo da pochi anni, già passati i quaranta, per un motivo molto semplice: volevo dimagrire un po’!
L’inizio, giustamente, è soft: “Mi viene da sorridere guardando le mie prime tabelle di allenamento: un minuto di corsa e uno di camminata, eppure facevo tantissima fatica; però mi piaceva, e allora ho iniziato a correre le prime garette, da 5, 6 km, e ogni volta mi sembrava che il cuore mi uscisse dal petto“.
Però Danila intanto il peso lo perde davvero e, sulla spinta della famiglia e dei molti amici runner, inizia ad allungare le distanze: “Ho corso la mia prima Mezza Maratona a Milano, ma già l’anno dopo ero al via del KM Verticale; alla fine ero veramente esausta, ma la soddisfazione per essere arrivata alla fine compensava ampiamente la fatica“.

Danila non si ferma più e dopo la partecipazione, in coppia con l’amico Marco, “persona cui devo moltissimo – dice Danila – per le gare e gli allenamenti fatti insieme“, alla Maratona della Valle Intrasca, decide di iscriversi, dopo la sfida lanciatale dal marito, al Trail di Valdigne 2009: “Dario mi suggerì, visto che lui avrebbe partecipato alla 87 km, di iscrivermi alla 45 km; detto, fatto“.
L’arrivo, dopo 8h30′ di camminata (così dice lei) tra le montagne della Val d’Aosta, è illuminante per Danila: “Mi ero riempita gli occhi e l’anima degli splendidi panorami che avevo visto durante la gara e avevo riconosciuto la mia stessa beatitudine negli sguardi e nelle azioni dei runner che avevo incontrato lungo il percorso; la mia mente era libera come mai prima e, al traguardo, una meravigliosa sensazione di pace interiore mi faceva stare bene con me stessa e con il mondo“.
Danila trova così la sua strada: l’Ultra Trail.

Danila Guida seconda al Gran Trail di Courmayeur 2013

Danila Guida seconda al Gran Trail di Courmayeur 2013

Sempre nel 2009 Dario partecipa all’Ultra Trail du Mont Blanc, altra gara mitica; ad accoglierlo all’arrivo trova Danila, che gli confessa di invidiarlo per l’impresa appena compiuta: Dario reagisce dicendo che questa gara è troppo dura e difficile per lei: “Ovviamente – confessa Danila – ho deciso all’istante di partecipare“.
Dopo aver passato il 2010 a disputare le gare necessarie per racimolare i punti necessari alla partecipazione all’UTMB, nel 2011 Danila aggiunge anche questo massacrante Ultra Trail al proprio curriculum, che ormai è diventato molto lungo.
Danila è soddisfatta, ma un giorno l’amico Claudio le parla di questa gara in Val d’Aosta, di oltre 300 km, una specie di Giro della Valle in montagna con partenza e arrivo a Courmayeur… Il Tor Des Geants! E allora via ad allenarsi con Dario, ora sempre più fiero della sua super moglie, le ferie passate su e giù per le montagne della Val Bognanco, ogni giorno almeno 1.200 m di dislivello in compagnia della fedele Kira.
L’otto settembre 2013 Danila è lì, sotto la pioggia, nel centro di Courmayeur per iniziare insieme ad altri 700 “pazzi” l’avventura; la prima notte però la morte allunga la sua nera ombra sulla festa: “Arrivati all’alpeggio Promoud (2.022 mslm) la pioggia aumenta, ci indicano che dobbiamo salire verso il colle De la Crosatie (2.838 mslm), vento a circa 70 km orari, pioggia battente, freddo, paura dei precipizi; si procede lentamente in fila indiana, io mi reggo ai bastoncini, il vento mi spinge lateralmente, faccio fatica a proseguire, al compagno davanti faccio segno di andare più velocemente possibile, non possiamo fermarci, fa freddo… Finalmente arrivo alla cima, si gela, scollino subito e, dopo circa 5 minuti, sentiamo un concorrente urlare: SOS! Ci diranno poi che il cinese Yang è deceduto per trauma cranico in seguito a una caduta, un altro concorrente è cascato procurandosi una frattura bilaterale del bacino e 15 atleti si sono ritirati per ipotermia“.

Il cuore di Danila ora è pesante, ma, anche in nome di Yang e dei suoi compagni più sfortunati, va avanti: il tempo migliora, i km e le vette si susseguono, le Basi Vita offrono ristoro, ma la vera panacea è la natura, di giorno come di notte: “Le stelle sono mie amiche, ogni sasso mi parla e mi racconta la sua storia, gli alberi mi infondono coraggio, respiro in sintonia con il bosco, ogni passaggio in quota che supero mi da la forza per continuare il mio cammino, parlo con la natura e la natura mi risponde, mente e corpo entrano in simbiosi con quello che mi circonda“.
Intorno al 186° km, all’improvviso da una roccia spunta… Kira: “Il mio cane! E dietro di lei Dario, Rosanna, Gianni, Marco… che bella sorpresa, sono venuti a trovarmi! Dario, stupito per la mia resistenza, e Kira mi fanno compagnia per un tratto, ma poi rimango nuovamente sola“.
L’introspezione è un passaggio praticamente obbligato in queste prove: “In solitaria ho tempo di pensare, di incitarmi, di progettare cosa farò dopo, di cantare, di godere di ogni visione che i miei occhi cattureranno… Sto bene da sola, mi emoziono, mi sgrido, mi parlo, forse queste gare mettono in luce quello che siamo realmente, ci spogliamo di ogni maschera che indossiamo nella vita di tutti i giorni, per proteggerci dagli altri“.

Con questi e mille altri pensieri Danila continua la sua impresa, fino ad arrivare alla Base Vita di Ollomont, l’ultima prima di ritornare a Courmayeur: mancano 48 km all’arrivo: “Sembrano pochi ma non è vero, sono infiniti, per arrivare al punto di ristoro di Ponteilles si percorre una strada di 13 km che ti sfascia le gambe, ma quando arrivi la gentilezza della persone, il loro sorriso ti ricompensano della fatica fatta; metto i piedi nell’acqua gelata, li massaggio con la vaselina, mangio e riparto subito; mi ritrovo a correre al fianco di sei uomini, sono la più minuta, mi tengono d’occhio, sono la loro mascotte, ma non li faccio preoccupare, vado bene, il mio passo è veloce e sicuro; ci dirigiamo verso Saint Rhemy; qui riposo un’altra ora

Danila Guida intervistata all'arrivo del Tor Des Geants

Danila Guida intervistata all’arrivo del Tor Des Geants

prima di affrontare l’ultima salita e poi la discesa che mi porterà a Courmayeur; verso il Col Malatrà (2925 mslm) mi accorgo che sono realmente stanca, il terreno è ghiacciato; dopo aver passato la bocchetta è tutta una discesa verso il rifugio Bonatti; cado, mi rialzo, non faccio caso al dolore; mi sono distratta, invece di stare attenta a dove mettere i piedi ho guardato una palina per vedere quanto mancava e il buio mi ha punita, mi ha ricordato di stare attenta, non si può scherzare con la montagna; arrivo al rifugio Bonatti e proseguo per il Bertone; sento Dario al telefono, lui e mia cognata Rosanna mi stanno venendo incontro; racconto loro una bugia, dico loro che sono ancora lontana, invece intravedo le loro frontali avvicinarsi… appena li incontro non riesco più a trattenermi e piango lacrime di gioia, liberatorie, la tensione si allenta e mi rendo conto in quel momento di aver concluso il mio viaggio; a Courmayeur mi aspettano tutti i miei familiari, che emozione! Non riesco a crederci, sono una Gigante!”
La classifica finale dice: 231° in 140h33’24”; ma poco contano il piazzamento o il tempo, sono le emozioni a marchiare a fuoco l’anima di Danila; ormai sono passati mesi, ma il Tor è qualcosa che ti rimane dentro: “Ancora adesso mi ritrovo a commuovermi se penso a questa impresa, le persone intorno a me hanno sguardi di ammirazione, non ci sono abituata, io sono una “tapasciona”, una lumaca, una che il tempo non lo guarda, una che pensa che la fatica non esiste se fai quello che ti diverte, io voglio solo cercare di spostare un po’ più in alto l’asticella del mio limite e stare bene con se stessa”.
E adesso Danila? “Ricomincio! Adesso sto praticando sci alpinismo, intanto mi sono iscritta al Cro Magnon di giugno, alla TDS di agosto e ho ottenuto la preiscrizionea all’edizione 2014 del Tor Des Geants; intanto continuo ad allenarmi, con il supporto di Dario e dei miei figli; loro due però non mi seguono negli allenamenti… troppo faticoso!”

Commenta l'articolo

Ci farebbe piacere conoscere la tua opinione, lascia un commento qui sotto.

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati*