Della Vedova… Day

Dove: Mergozzo (VB)

Quando: 16 novembre 2014

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Marco Della Vedova – foto tratta dal profilo Facebook

(Ex) Ciclista, Direttore Sportivo, Direttore di Corsa, Maestro di Mtb, Ispettore di percorso per RCS, l’ente che organizza il Giro d’Italia, Milano – Sanremo, Giro di Lombardia, etc. Se c’è qualcuno che conosce il mondo del ciclismo in tutti i suoi aspetti, questo è Marco Della Vedova: il mergozzese, in quanto, tra l’altro, presidente della locale Pro Loco, sarà impegnato anche quest’anno nell’organizzazione, in collaborazione con Funtos Bike e Pedale Ossolano, della Pedalata del Cuore – Della Vedova Day, una Pedalata Benefica aperta a tutti in programma il prossimo 16 novembre con partenza e arrivo a Mergozzo. “Sarà una grande festa a cui speriamo partecipino più appassionati possibile; saranno al via anche alcuni miei amici tra cui Eugenio Alafaci, Pozzo della Vini Santini, il campione italiano Elite Pacchiardo e Petitti  del Team Idea; il ritrovo è alle 9.00 in Piazza Lago a Mergozzo: il percorso prevede poi il passaggio dalle frazioni verbanesi di Fondotoce, Pallanza, Suna, ancora Fondotoce e poi Feriolo di Baveno, Gravellona Toce, Ornavasso, Cuzzago e il ritorno a Mergozzo, con ristoro finale; ci sarà un’auto davanti che fungerà da staffetta e manterrà una media di circa 30 km/h”.

L’iscrizione sarà a offerta libera: “Si, e l’intero incasso sarà devoluto al Progetto Rebecca e alla Marina Romoli Onlus“.
Il Della Vedova Day è solo una delle tante iniziative in cui il vulcanico Marco è coinvolto; in campo giovanile è tutt’ora apprezzato direttore sportivo nella categoria Juniores: “In realtà, dopo anni molto soddisfacenti, volevo smettere, ma sono stato chiamato dalla Bustese Olonia (che nel 2015 correrà abbinata a Verbania), storica squadra che può vantare una partecipazione al Giro d’Italia, ha avuto tra i suoi tesserati il grande Fausto Coppi e che vuole arrivare nel migliore dei modi alle celebrazioni del proprio centenario; sono entusiasta di poter proseguire la mia avventura come DS perché mi piace tantissimo poter condividere la mia esperienza e la mia passione per questo sport; è davvero molto soddisfacente vedere alcuni ragazzi come Alafaci e Felline arrivare al professionismo, vuol dire che qualcosa di buono sono riuscito a trasmettere; ma è sempre più difficile far capire cos’è la ‘vita del corridore’ e riuscire a far tenere i piedi per terra non solo ai ragazzi ma soprattutto a chi sta loro intorno…
Da 10 anni Marco è Ispettore di Percorso di RCS: ” È un ruolo molto impegnativo: mesi prima della gara, in particolare per il Giro d’Italia, effettuiamo innanzitutto i sopralluoghi in zona di Partenza e Arrivo; poi verifichiamo se le strade da cui dovrebbe transitare la corsa sono idonee al passaggio ed eventualmente troviamo un’alternativa; durante la gara siamo davanti al gruppo in modo da verificare che tutto sia in ordine che soprattutto le strade siano state messe in sicurezza; nel frattempo partecipiamo a riunioni con le forze dell’ordine delle diverse località di passaggio, controlliamo che i permessi siano in ordine, etc; insomma non ci si annoia di certo!”

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La vista dalla cima della salita di Monte Ologno, che sarà affrontata dal Giro d’Italia per la prima volta nel 2015

Forte di questo ruolo, Marco ha proposto agli organizzatori del Giro d’Italia la salita di Trarego – Monte Ologno (posta nei km finali della tappa che si concluderà a Verbania il prossimo 28 maggio, mentre il giorno dopo si partirà da Gravellona Toce): “È dal 2006 che ci provo… finalmente nel 2015 sarà affrontata dai prof che sicuramente si daranno battaglia; ma quello che è più importante è che, se le condizioni meteo saranno buone, questa salita, tutta con vista sul Lago Maggiore, sarà uno splendido spot per la nostra zona”.
Marco ha vissuto un po’ tutti gli aspetti del ciclismo: “Le sensazioni adrenaliniche e la fatica che provi, in gara, come ciclista, non le ho più riassaporate; però, ripeto, le gioie come direttore sportivo sono impagabili: vedere la crescita di un ragazzo come Filippo Ganna, e crescere insieme a lui, è qualcosa che mi rende davvero soddisfatto; da ciclista il più grosso rimpianto è di essermi ritirato al Tour de France, nell’unica mia partecipazione, nel 1996; a parte questo sono assolutamente contento della mia vita completamente dedicata al ciclismo”.

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