Fantastico Sella Ronda Bike Day. E da noi?

Lo scorso weekend si è tenuto il Sella Ronda Bike Day: dalle 8.30 alle 15.30, le strade che collegano i quattro storici passi dolomitici (Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena), sono rimaste chiuse al traffico automobilistico ed era possibile salire solamente in bicicletta, permettendo così agli amanti delle due ruote di avere tutto per loro lo spettacolare anello di circa 60 km, che supera quota 2.000 per ben tre volte, in un contesto ambientale davvero straordinario. Non era richiesta nessuna iscrizione e si poteva partire da dove si voleva: unici accorgimenti da adottare, rispettare comunque il codice della strada e se possibile effettuare il giro in senso antiorario.

10422176_10206855261450657_1707379765613749598_nVoi direte: bene, ma in un sito dedicato al Lago Maggiore e al territorio del Verbano Cusio Ossola questo cosa c’entra? Ci arriveremo, ma intanto, sperando di non annoiarvi, vi racconto questa esperienza.

Era da tempo che volevo fare il giro del Sella Ronda in bici da corsa e già a gennaio mi ero segnato la data del 21 giugno: poter fare il giro senza automobili (e autobus) tra i pedali era un’occasione da non perdere.

Verificate le previsioni meteo io e il mio amico Massimo abbiamo deciso di partire: la nostra base sarebbe stata Selva di Val Gardena, uno dei punti di entrata del Sella Ronda e uno dei più comodi da raggiungere. Siamo arrivati il sabato pomeriggio, accolti da una bella arietta frizzante che teneva piuttosto bassa la temperatura nonostante splendesse il sole; una delle cose che più mi ha colpito, a parte la pulizia, è stata il clima di attesa per il Sella Ronda Hero, la gara di MTB in programma il 27 giugno e valida come Campionato Mondiale Marathon: striscioni, lettere giganti, biciclette colorate (beh, quelle c’erano anche a Verbania per il Giro), si percepiva insomma un grande coinvolgimento di tutta la cittadinanza.

Le ore che ci separavano dal “nostro” Sella Ronda Bike Day  intanto volavano: una bella cena, una passeggiata per Selva e poi a nanna. La mattina dopo, come d’incanto, il rumore delle automobili aveva lasciato spazio al leggero fruscio delle due ruote: fin dal primo mattino era infatti incessante il passaggio di cicli di ogni foggia.

IMG-20150622-WA0005Finalmente eravamo pronti per partire: il primo passo da affrontare era il Sella (2240 m), la salita era pedalabile, e il contesto era esaltante: sopra di noi le guglie rocciose del Gruppo Sella, alla nostra destra il Sasso Lungo; davanti e dietro di noi solo biciclette: che spettacolo! Tutti gli incroci erano perfettamente presidiati e cospicua era anche la presenza di assistenza medica.  Dopo circa 9,5 km, e non prima di aver salutato degli eroici ciclisti impegnati a effettuare il giro con bici d’epoca (una per esempio era del 1923!), abbiamo raggiunto il primo passo: che freddo! C’erano 6/7 gradi in cima, ma avendo controllato le previsioni eravamo attrezzati con gambali, manicotti, etc. Il tempo di fare una foto ricordo e subito ci siamo lanciati in discesa; dopo 6 km abbiamo ricominciato a salire, verso il Pordoi; una salita che ha fatto la storia del ciclismo, in realtà non difficile, la pendenza media è intorno al 6%, e che ci ha permesso di salire tranquillamente, scambiando anche qualche parola con i ciclisti intorno a noi; arrivati a quota 2.239, abbiamo effettuato la solita sosta per coprirci, abbiamo dato un’occhiata al punto assistenza (ce n’era uno in cima ad ogni passo) e abbiamo iniziato a scendere verso Arabba. Qui il profumo delle tutres (una sorta di grande raviolo fritto farcito con patate, ricotta e altre leccornie a scelta) era tale che siamo stati “costretti” a fermarci a una festa organizzata apposta per i ciclisti. Dopo una sosta ristoratrice siamo ripartiti per il Passo di Campolongo, la “cenerentola” del giro visto che è il più corto, circa 5 km, ed è l’unico che non supera i 2.000 metri (il passo è a 1.875 m), ma paradossalmente il più duro con il suo km e mezzo a sfiorare il 10%.

Dopo essere planati su Corvara abbiamo iniziato l’ultima salita, che dopo quasi 10 km ci portava al Passo Gardena (2.121 m): la stanchezza iniziava a fare capolino e gli ultimi 2 km, caratterizzati anche da qualche rampa al 10%, e da un fastidioso indurimento del quadricipite sinistro, sono stati piuttosto faticosi. Ma ormai eravamo in cima!

Purtroppo un vento gelido non ci ha permesso di goderci ancora una volta il meraviglioso contesto ambientale: era meglio scendere, e di corsa, visto che iniziava anche a scendere qualche goccia di pioggia.

Una bella doccia calda era il premio meritato dopo questa grande giornata di sport: detto per inciso, ovviamente l’albergo non ci ha fatto sborsare un euro in più per il late check out.

Il giorno dopo su internet i media locali parlavano di 20.000 ciclisti presenti. VENTIMILA. Saranno cifre esagerate? forse, ma se fossero anche “solo” 15.000 o anche 10.000, quanti di questi si sono fermati a pernottare in zona in un periodo di bassa stagione? Molti ciclisti avevano la divisa sociale e salendo ho visto maglie di società da tutta Italia e ovviamente anche dall’estero.

E allora mi sono chiesto: perché non si può portare avanti una iniziativa del genere anche da noi? Noi non abbiamo il Sella Ronda, è vero, ma abbiamo molte salite che potrebbero, per una giornata, anzi, mezza giornata, essere interamente dedicate al ciclismo. Provate a pensare, per esempio, a una domenica di inizio giugno alle Cascate del Toce: si potrebbe chiudere la strada dalle Terme di Premia in poi dalle 9.00 alle 13.00,  e magari in cima o a Ponte organizzare una festa. Lo stesso potrebbe essere fatto al Lusentino, a Cheggio o in altre zone, magari proponendo ogni anno una salita diversa…

Gli investimenti sarebbero limitati, a parte una corretta comunicazione – anche per chi in queste zone ci abita – e un buon sistema di assistenza, ma i risultati potrebbero essere molto interessanti.

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