Grazie, Filippo Ganna!

Non avevo mai visto una persona che conosco vincere un campionato del mondo.

Ho conosciuto atleti che erano già affermati o che in seguito hanno conquistato allori iridati o addirittura olimpici, come la britannica Sophie Hosking nel canottaggio, ma mai in diretta.

Ora, grazie a Filippo Ganna, ho potuto assistere alla trasformazione, alla metamorfosi da atleta di alto livello a campione affermato di un ragazzo di cui da sempre si dice che ha stoffa, e che ha scelto il modo più spettacolare per confermarlo, dominando una delle specialità più nobili della pista, l’inseguimento, che ha visto negli anni trionfare, giusto per dare due nomi, delle leggende del ciclismo come Coppi e Moser.

Non contento, Pippo, come lo chiamano tutti, ha deciso di stracciare il record italiano (questa mattina ha ottenuto il tempo, sui 4 km di 4’16”127, media 56,222, abbattendo di tre secondi il vecchio record italiano dell’olimpionico Collinelli) sulla magica pista, a Londra, che ha ospitato le Olimpiadi 2012, davanti a un pubblico appassionato e competente e con il commento TV di Silvio Martinello, ultimo atleta italiano a ottenere una maglia iridata su pista, nel 1997…

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Filippo Ganna esulta al termine della prova – foto tratta dal profilo Facebook dell’atleta

Tutto perfetto? Si, a parte il trattamento ricevuto dalla RAI: la sera precedente RAI Sport aveva lasciato pieno spazio alla diretta da Londra e gli appassionati hanno potuto godere appieno dello straordinario spettacolo sportivo offerto dalla pista, grazie anche a un’ottima regia che offriva splendidi replay e inquadrature curiose, dando davvero l’impressione di essere “dentro” il Velodromo.

Questa sera invece… Come tutti gli appassionati sintonizzo il televisore su RAI Sport 1 intorno alle 20.00, per vivere il clima pre gara e per, ancora una volta, “entrare” nel velodromo, assistere alla finale per il 3^ e il 4^ posto e tutti i preparativi che per gli appassionati sono importanti quasi quanto la gara stessa: invece mi trovo il tennista Andreas Seppi che sta giocando contro uno svizzero di cui non ricordo il nome per non so quale turno della Coppa Davis. Penso: “Beh, sarà su RAI Sport 2!”. Giro e trovo la Pallanuoto.

Sempre più perplesso torno su RAI Sport 1 e, dopo un buon quarto d’ora – nel frattempo Seppi, pur giocando malissimo, sta vincendo –  il telecronista, con aria financo scocciata, dice che a breve passerà la linea a Londra per vedere la finale dell’inseguimento. Passano ancora dieci minuti, finalmente la linea viene ceduta a Londra proprio mentre Filippo Ganna e il suo avversario Domenic Weinstein stanno partendo… ma non si fa così!

La rabbia, mista all’eccitazione di vivere un momento storico, è avvertibile anche nelle parole dei due telecronisti Andrea De Luca e Silvio Martinello – che non mancheranno su Facebook di far notare, anche se molto elegantemente, la mancanza di rispetto della RAI – ma ormai bisogna concentrarsi sulla gara: Pippo parte molto forte ma il tedesco recupera e in breve si porta al comando; Weinstein guadagna centesimo si centesimo fino ad avere oltre 7 decimi di vantaggio. Nell’ultimo km Pippo però si scatena: è evidente anche in tv il cambio di ritmo del ragazzo di Vignone, la sua smorfia testimonia lo sforzo immane cui si sta sottoponendo, la pista scivola via sempre più veloce sotto le sue ruote e il pubblico, che se intende, lo acclama; 4’16″141 è il tempo finale di Filippo Ganna, che rifila oltre due secondi al tedesco e compie più giri d’onore festeggiando con il pubblico che ormai lo ha adottato. Mi immagino la gioia e la commozione di mamma Daniela, di papà Marco (canoista in gara a Los Angeles 1984) e della sorella e sua prima tifosa Carlotta, ma anche del suo primo allenatore Marco Padovan e di quel Marco Della Vedova che lo ha seguito per tanti anni, quasi come un secondo padre più che come un semplice tecnico, capace però anche di richiamare Pippo all’ordine all’occorrenza… Allora Marco, l’abbiamo registrata questa centralina?

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