Il nostro Filippo Ganna

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Filippo impegnato in pista – foto Carlotta Ganna

Giovedì 1^ ottobre, in occasione della Milano Torino, Filippo Ganna, il campioncino di Vignone, esordirà tra i professionisti con la maglia della Lampre Merida (in realtà ha già corso tra i prof al GP Nobili di inizio stagione, ma con la maglia della Nazionale); ci piaceva l’idea di celebrare in qualche modo questo avvenimento, ma invece di intervistare Filippo abbiamo pensato di sentire le emozioni della sua famiglia, da sempre molto vicina al giovane (è del 1996) ciclista e in particolare della mamma Daniela.
Cogliamo la famiglia in un momento piuttosto impegnativo, stanno imbiancando casa, ma Daniela, che spesso chiederà aiuto per rispondere al marito Marco e alla seconda figlia, Carlotta, accetta di buon grado di parlare del suo Filippo.

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Mamma Daniela tra Filippo e Carlotta – foto tratta dal profilo Facebook di Daniela


1) La vostra è una famiglia sportiva: papà Marco ha partecipato come canoista alle Olimpiadi di Los Angeles, nel 1984, a diversi Campionati Mondiali e ha vinto diversi molti titoli italiani: come si è avvicinato Filippo al ciclismo?

Filippo non ha seguito le orme del padre, no ha mai provato Canoa, mentre Carlotta si; Marco consigliava ai ragazzi di fare comunque sport perché è un grande insegnamento di vita; Filippo, che è sempre stato piuttosto alto, ha praticato basket e pallavolo ma gli sport di squadra non gli piacevano molto; una volta avuta una bicicletta in regalo Pippo sembrava non volesse scendere più, ha iniziato  a girare, avanti e indietro, avanti e indietro, allora Marco ha detto: “prova a correre in bici”! La prima gara è stato un ciclocross, e tra il freddo e il fango, non è stata una bella esperienza… Poi Pippo ha cominciato a correre su strada come esordiente primo anno, solo per divertimento, anche se qualche gara l’ha vinta. Il secondo anno è andato ancora meglio allora ha iniziato a impegnarsi sul serio.
2) Lo accompagnate spesso alle gare?
Fino all’anno scorso eravamo spesso presenti, ora è più difficile anche per motivi logistici, le gare sono più lontano e per noi diventa difficile seguire tutti gli spostamenti di Pippo; a me spiace soprattutto perché si è persa la complicità con le altre mamme, ci scambiavamo le nostre impressioni e soprattutto le nostre paure; i papà invece pensano più agli aspetti sportivi e agonistici, in particolare Marco che, forte della sua esperienza ad alto livello, ha trasmesso questa impostazione molto rigorosa anche a Filippo. Diciamo che io e Marco ci bilanciamo!
3) Quando vi siete resi conto che Filippo aveva della stoffa?
Lo confesso, io ci capisco poco, ma Marco ha notato ben presto il talento di Pippo; anche i tecnici che hanno seguito nostro figlio, prima Marco Padovan e soprattutto Marco Della Vedova, suo direttore sportivo fino allo scorso anno, ci parlavano delle qualità di Filippo; Della Vedova, che ancora adesso è per nostro figlio un punto di riferimento, lo ha sempre seguito con un occhio particolare e con la giusta severità e ci ha spiegato più volte che Pippo è un cavallino di razza… Anche se a volte bisogna registrare la centralina! (ride, ndr) Non bisogna però dimenticare che Filippo ha 19 anni, è reduce da anni di sacrifici, adesso ha la patente, è diventato più indipendente, ci sta anche qualche momento di stacco.
4) Anche Carlotta segue spesso Filippo, ormai è diventata la sua fotografa ufficiale…
Si, ormai ci ha preso gusto e soprattutto da quest’anno si sta dilettando nell’immortalare non solo Pippo ma anche gli altri ciclisti: in occasione della Tappa del Giro a Verbania addirittura alcuni Prof le hanno chiesto le foto che lei aveva scattato! A parte questo lei e Pippo sono molto legati e hanno un bel rapporto.
5) Qual è stato il momento più brutto di Pippo secondo te finora?
A parte qualche caduta non ci sono momenti particolarmente brutti: forse le difficoltà migliori sono state proprio quest’anno; è stata una stagione molto faticosa per Pippo che si è diviso tra strada, pista e crono e forse non è riuscito a centrare tutti gli obiettivi che si era prefissato. D’altronde il salto di categoria, dagli Juniores agli Under 23, si è fatto sentire.
6) E quello più bello?
Lo scorso anno al Campionato Italiano quando non aveva niente da perdere e ha vinto per soli 3″, vincendo più di testa e di grinta che di gambe, visto che non era al meglio della condizione.
7) Quali sono le vostre sensazioni da quando in occasione di gare importanti come i Mondiali sentite parlare di Filippo in tv e sui media specializzati?
Me la faccio sotto! (ride ancora, ndr) Le gare dell’ultimo mondiale, per via del fuso orario (i mondiali di ciclismo 2015 si sono svolti a Richmond, USA), si tenevano di sera e io ero già tesa la mattina, anche perché quest’anno le attese erano alte. Lo scorso anno Marco è andato a vedere la crono a Ponferrada (Mondiali 2014), mentre io sono rimasta a casa: continuavo a passare da una stanza all’altra della casa, tesa come se corressi io, con la televisione a tutto volume… In altre occasioni ci siamo trovati davanti al PC a guardare una gara in streaming e a incitare Pippo come se lui potesse sentirci! Io sono la più agitata, mentre Marco fa finta di concentrarsi sugli aspetti tecnici anche se so che è teso quanto me; la più tranquilla è Carlotta.
8) Cosa pensate come genitori del doping nel mondo del ciclismo?
Io ho sempre paura, e cerco sempre di conoscere le persone che ruotano intorno a Pippo. So che comunque dovrà essere lui a sapersi gestire anche sotto questo profilo, e sono sicura lo farà nel migliore dei modi. Pippo tra l’altro sta già seguendo il regime del Passaporto Biologico.
9) Secondo voi Filippo era più teso ai mondiali o sarà più teso giovedì alla partenza della Milano Torino?
Sebbene sia sicuramente emozionante essere al via di una gara Prof (Al via ci sarà per esempio anche il recente vincitore della Vuelta Fabio Aru), sicuramente era più teso ai Mondiali, perché nella gara di giovedì nessuno gli chiederà di fare risultato ma solo si accumulare esperienza.
10) Voi sarete presenti?
Marco e Carlotta saranno presenti, io non potrò per impegni già presi e perché non voglio essere troppo invadente…

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