La salita a Colloro, in ricordo di un amico

Non lunga ma piuttosto severa, e soprattutto di grande fascino: è la salita a Colloro, che abbiamo provato per i lettori di Lago Maggiore Sport.

Colloro, oltre che essere nota tra i ciclisti, è famosa soprattutto tra gli amanti del trekking e dell’escursionismo, perché è una delle porte della Val Grande, l’area wilderness più grande delle Alpi, che abbiamo già citato parlando della salita a Cicogna.

Si parte da Premosello Chiovenda

Partiamo da Premosello Chiovenda (VB), a 222 mslm, davanti alla Biblioteca Comunale, e seguiamo le indicazioni per Colloro; iniziamo a risalire il paese su una strada in acciottolato, con comode lastre carrabili, che costeggia il torrente che attraversa l’abitato; già dopo pochi metri, mentre si scoprono scorci del parte più vecchia del paese che fanno dimenticare il frastuono della ferrovia e della superstrada che lambiscono Premosello.

Una svolta secca a sinistra ci porta su un ponte al termine del quale giriamo a destra; ritorna l’asfalto e dopo pochi una doppia curva tra le case e una chiesa inizia la vera salita, con una rampetta maligna che ci fa capire subito che è meglio non essere troppo baldanzosi.

11 tornanti

Il primo km è comunque non troppo difficile, con pendenze che tra il 5 e l’8%; si lasciano alle spalle le ultima case abbarbicate sulle alture che sovrastano Premosello e i rumori della modernità diventano un ronzio nemmeno troppo fastidioso.

Dal secondo km la salita si fa tosta: si va oltre l’8% per arrivare al 9%, con punte del 12% nel terzo km: i numerosi tornanti, 11 per l’esattezza, permettono però di respirare, rendendo più agevole l’ascesa; la strada è stretta, e il manto stradale è caratterizzato da alcune rugosità che però in salita non danno molto fastidio; purtroppo è presente anche qualche buca che in discesa – dovremmo scendere da dove siamo saliti – dovrà essere accuratamente evitata.

Ciao Carlo

Mentre saliamo, il pensiero va a un amico che non c’è più: Carlo Molinari, presidente del Cheula Fans Club e grande appassionato di ciclismo, scomparso sei anni fa proprio mentre affrontava questa salita; a ogni pedalata ci tornano in mente le sue poesie, che declamava con passione durante le cene del Cheula Fans Club, il suo sorriso e i suoi occhi che riflettevano il suo animo buono; il pensiero di Carlo ci da lo slancio necessario per affrontare l’ultimo km, il quarto.

Si arriva a Colloro

Le difficoltà diminuiscono nell’ultimo km, anche se il tratto finale, fino alla bella chiesa di San Gottardo (520 mslm circa) s’impenna nuovamente; la strada in realtà proseguirebbe verso Capraga, ma con pendenze decisamente più ostiche: il tratto immediatamente dopo la chiesa è al 20%, e in seguito saremmo sempre oltre il 10%.

A noi per questo giornata va bene così; se ne avete possibilità, 200 m della chiesa, trovare un bivio, con strada però in acciottolato, per il caratteristico torchio del XVII secolo.

Scendiamo, con molta cautela, dalla stessa strada da cui siamo saliti; consigliamo di affrontare questa salita evitando le ore centrali dei mesi più caldi in quanto piuttosto esposta.

 

 

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