La Traccia Bianca: c’ero anch’io!

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Prima della partenza de La Traccia Bianca – foto di Luigi Framarini

Ebbene si, per una volta, invece di stare davanti a un microfono a (s)parlare o dietro le quinte, ho potuto partecipare a un evento!

È successo domenica 1^ marzo, durante la 10^ edizione de La Traccia Bianca; per i pochi che ancora non lo sanno, La Traccia Bianca è una ciaspolata che si disputa all’Alpe Devero ed è una tra le più partecipate in Italia: solo quest’anno erano oltre 1.400 gli iscritti all’evento organizzato (bene) dal CAI Pallanza.

Per una serie di fortunate coincidenze, il primo marzo ho la domenica libera e, insieme a mio fratello Massimo e ai suoi amici Claudio, Walter e Giovanni, che si sono lanciati in questa specialità da poche settimante, decido di partecipare a La Traccia Bianca.
Ci troviamo alle 7 a Gravellona Toce. È presto, la ciaspolata partirà alle 10.30, ma è meglio essere al Devero il prima possibile per evitare di parcheggiare troppo lontani; ci stipiamo nel pick up di Claudio e partiamo.
Il tempo peggiora mentre saliamo e sui tornanti dopo Goglio ci accoglie la neve; arriviamo comunque senza intoppi al parcheggio prima dell’ultima galleria; c’è già coda alla fermata della navetta e decidiamo con sprezzo del pericolo di compiere a piedi i tornanti che ci separano dall’Alpe Devero: un ottimo riscaldamento!
Dopo una doverosa sosta caffè arriviamo finalmente alla piana del Devero, continua a nevicare, ma mio fratello afferma che presto arriverà il sole…

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Il serpentone

In pochi secondi ritiriamo il pettorale: il mio è il 1391. Manca ancora molto alla partenza, e troviamo un posto al riparo per attendere il via; chiacchierando il tempo passa in fretta, e un piacevole diversivo è ben presto annunciato dalla voce dello speaker Alberto Pizzi: gli Alpini hanno preparato il vin brulè di benvenuto, possiamo forse non accettare il gentile omaggio?
Incontro il Presidente del CAI Pallanza, Massimiliano Manciucca, che mi saluta con un filo di voce: nonostante tutto riuscirà anche a sostenere Alberto durante lo speakeraggio!
Per ingannare l’attesa, tra un saluto e l’altro – quanti amici sono presenti! -, percorriamo i primi metri del percorso, ben segnato, fino al termine della piana; nel frattempo il sole inizia a fare capolino dalle nubi, vuoi vedere che mio fratello ha ragione?

Davanti al portale Sportway sono già posizionati i meravigliosi husky provenienti dal Sestriere che faranno da apripista: sono fotografati come delle star e forse proprio per questo sembrano piuttosto agitati.
Ormai è quasi ora di partire, siamo già schierati; il colpo d’occhio sia davanti sia dietro è impressionante, ciaspolatori a perdita d’occhio, la piana del Devero è davvero invasa pacificamente dagli amanti delle racchette da neve che si sono convenuti per festeggiare la decima edizione de La Traccia Bianca: in realtà, come recitano i pettorali, la decima edizione avrebbe dovuto svolgersi lo scorso anno, ma fu annullata a causa del pericolo valanghe sulla strada di accesso.
Ma il rinvio non ha fatto altro che rendere l’atmosfera ancora più festosa, c’è voglia de La Traccia Bianca e nemmeno la notizia che, per motivi di sicurezza, non si attraverserà il lago ghiacciato, il punto forse più suggestivo del percorso, attenua il clima di festa.
Ma ormai è il momento: si parte! Nei primi metri la mia attenzione è dedicata esclusivamente a dove posiziono ciaspole e le racchette, per evitare di far cadere qualcuno, ma man mano che il gruppo si allunga riesco ad alzare lo sguardo e a vedere il serpentone dei partecipanti che si dispiega sulla piana.
Mi viene in mente solo una parola: emozionante.

Intanto io e mio fratello abbiamo già perso gli altri, partiti decisamente più veloci: per recuperare alziamo un po’ il ritmo, senza esagerare, poiché siamo qui per divertirci; però, lo devo ammettere, in salita mi pervade il sottile piacere di superare gli altri ciaspolatori…
Al termine di uno strappo vediamo Walter e Claudio fermi ad aspettare: pensavamo di essere gli ultimi del gruppetto, invece senza vederlo abbiamo già superato Giovanni… passa qualche minuto (e tantissimi ciaspolatori) ed eccolo arrivare, tra i sorrisi e le benevole prese in giro degli amici.
Ripartiamo tutti insieme, ma ben presto Giovanni rimane ancora indietro: ci fermiamo ancora una volta, ma, questa volta, decidiamo di ripartire, perché come dice Claudio, “Se ci raffreddiamo ci ammaliamo”. Continua intanto la salita, molti si fermano per riprendere fiato, qualcuno aspetta gli amici ritardatari, qualcun altro cerca riguadagnare posizioni, tantissimi fanno foto.

Nonostante non stia certo correndo, il sole – allora aveva ragione mio fratello! – inizia a farmi sudare: stiamo salendo dalla classica strada invernale, larga e piacevole, anche se in alcuni punti la salita è bella ripida; la neve è battuta ma le ciaspole non sono certo inutili, anzi.
Finalmente, dopo un ultimo dosso, la piana di Crampiolo si apre davanti ai nostri occhi: invece di dirigerci direttamente verso il borgo, per allungare il percorso,  facciamo un largo giro sulla piana, prima di passare il ponte sul torrente Devero e di arrivare al meritato ristoro: la salita è finita e il sole è scomparso nuovamente dietro le nubi, lasciando spazio a un venticello teso che si fa ben sentire; il tè caldo del ristoro è decisamente apprezzato.

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Ponte sul Torrente Devero

Passato quel piccolo paradiso che è Crampiolo, e passato il torrente Devero due volte, ci infiliamo in un bosco di larici: è una parte del percorso molto suggestiva, che ricalca uno dei percorsi per ciaspole, quello che lambisce la Corte d’Ardui, messi a punto dal Comune di Baceno: il percorso è ora in “single track” ed è praticamente impossibile sorpassare; il ritorno al Devero si trasforma quindi in una gioiosa e colorata processione, in cui si fa conversazione con chi si ha davanti o di dietro, non importa se ci si conosca o meno.
Il percorso scende abbastanza dolcemente – solo in alcuni punti la pendenza è sensibile – e, dopo aver attraversato nuovamente il torrente Devero e ed essere giunti all’ultima parte del classico sentieri estivo, sento in lontananza la voce di Alberto: siamo vicini alla meta! Iniziamo a vedere anche i cartelli che preannunciano l’avvicinarsi dell’arrivo: 500, 400, 200, 100 m…
Siamo di nuovo sulla piana del Devero, passiamo sotto il portale di arrivo, mentre qualcuno tenta una divertente e improbabile “volata” incitato da Alberto, e ci incolonniamo disciplinatamente per essere registrati dai cronometristi del CAI Pallanza (a proposito, complimenti per la pazienza!).
È fatta! Mi tolgo finalmente le ciaspole, mi cambio velocemente e sono pronto per il ricco ristoro finale. Ovviamente non può mancare un’altra capatina dagli amici Alpini per un vin brulè di chiusura, che mi rimette in pace con il mondo.

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L’arrivo

In una bellissima cornice di musica, visi sorridenti e neve, ci fermiamo ad aspettare l’arrivo di Giovanni, che giunge al traguardo degnamente celebrato da Alberto.
Il gruppo si è riunito: possiamo a questo punto finire la giornata come si conviene a dei ‘non atleti’ come noi, con una bella mangiata a Croveo!
Mi sono proprio divertito, è stata una bella giornata!

Per la cronaca, la decima edizione de La Traccia Bianca è stata vinta da Rolando Piana e da Emanuela Brizio in campo femminile; Rolando ci ha messo circa 1h e 20′ meno di me, su un percorso di circa 7 km…
Forse è meglio tornare a fare lo speaker! Allora ci vediamo alla Meitza Lauf in Val Formazza, il 15 marzo, e questa volta sarò di nuovo davanti al microfono!

Prima però, l’8 marzo, sarà recuperata la Ciaspolata tra Legno e Neve in Val Strona, sempre inserita nel tradizionale circuito Ciaspolando Tra Laghi e Monti.

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