Lago Maggiore Zipline? Da provare!

Da quest’anno il Verbano può contare su un vero e proprio asso nella manica per quanto riguarda l’offerta turistico/sportiva: Lago Maggiore Zipline; noi di LagoMaggioreSport l’abbiamo provata per voi.

Innanzitutto: cosa è la ZipLine? Strutturalmente è molto semplice: un cavo d’acciaio sospeso nella verdissima Valle Intrasca tra due punti a quote differenti, cavo al quale ci si aggancia per una veloce discesa che regala la sensazione del volo libero; a differenza del deltaplano, del parapendio e di altri sistemi di volo senza motore, la Zipline è alla portata di tutti, non necessita di attrezzature, di particolari abilità o preparazione.

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Falcon Style

Inoltre, la Lago Maggiore Zipline è unica in Europa: è stata infatti costruita dalla Ditta Martello, azienda leader per la costruzione delle funivie (anche se il titolare ha affermato che è molto più appagante costruire questo tipo di strutture) in maniera tale che possa essere affrontata con due stili di volo: il Falcon Style, con una posizione aerodinamica che consente di toccare i 120 km/h, oppure il Free Style, grazie al quale si può ruotare a 360° e ci si può sbizzarrire nel guardarsi intorno e godere pienamente del panorama.

Sono quasi 2 i km che separano in linea retta Pian d’Arla (1.307 s.l.m.), sede di partenza, dall’Alpe Segletta (960 s.l.m.), 1850 metri che si percorrono in poco più di un minuto e mezzo, provando l’ebbrezza del volo.

Il giorno di prova il cielo è nuvoloso: se da una parte questo ci permette di non essere cotti dal sole, dall’altra c’è il rischio di perdesi almeno in parte i fantastici panorami che si godono dalla Zipline.

Parcheggiamo la nostra auto nel piccolo parcheggio situato nei pressi della bellissima struttura, circondata da un prato all’inglese e chiamata “Il Nido”, sede di arrivo della Zipline e dotata di una magnifica terrazza sulla Valle Intrasca, dove si può mangiare qualcosa aspettando l’arrivo degli “zipliners” o semplicemente godersi l’aria frizzante della valle.

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Free Style

Saliamo su uno dei pullmini dell’organizzazione per salire alla partenza: l’autista, molto gentile, ci racconta delle sue peripezie quando affronta la strada della Segletta, molto stretta e tortuosa, nei giorni più trafficati, ma oggi è giornata tranquilla, quindi il trasporto scivola via senza scossoni; in circa un quarto d’ora arriviamo a Pian d’Arla.

La cabina di partenza è molto semplice, un struttura in legno e cemento dove a farla da padrone sono i carrelli e le imbragature da discesa: a seconda del tipo di volo che si vuole affrontare, Falcon o Free, i ragazzi dello staff, tanto giovani quanto gentili e accoglienti fanno indossare un tipo diverso di imbragatura; saremo gli ultimi a scendere e dobbiamo ammettere che, man mano che vediamo partire gli altri, un po’ di ansia inizia a farsi sentire…

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L’arrivo

Arriva finalmente il nostro turno: ci disponiamo parallelamente al terreno, e quando togliamo le mani da terra restiamo appesi alla carrucola. L’addetto alla partenza, dopo aver verificato che la linea sia libera e averci chiesto che sia tutto ok, inizia il countdown: 3, 2, 1… VIA!

I primi 3 secondi sono, lo ammettiamo, paurosi, la sensazione di vuoto si impadronisce di noi, ma subito dopo ci rendiamo conto che non stiamo precipitando… stiamo volando!

Gli alberi sotto di noi si fanno sempre più piccoli e raggiungiamo la velocità massima, mentre lo scorrere della carrucola sul filo produce un rumore simile a un piccolo aereo a reazione; ormai siamo al punto di massima altezza rispetto al terreno, che è ben 360 m sotto di noi. Davanti a noi compare per un tratto il Lago Maggiore e un mondo nuovo si apre sotto i nostri occhi (e i piedi): sono zone che conosciamo, ma che da questa altezza facciamo fatica a riconoscere, il verde dell’estate la fa da padrone: chissà in inverno, lo spettacolo sarà completamente diverso…

Cerchiamo di mantenere una posizione aerodinamica, anche perché, senza punti di riferimento vicini non ci rendiamo conto della velocità e ci sembra di rallentare troppo: in realtà stiamo andando ancora molto veloce e gli alberi, ora molto più vicini, che scorrono rapidi sotto di noi ce lo confermano. Planiamo sul Nido ancora con buona velocità, ma il fermo svolge alla perfezione il proprio lavoro e concludiamo senza problemi il nostro volo: davvero una bella esperienza!

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Il Nido, il punto di arrivo di Lago Maggiore Zipline

Con l’aiuto degli operatori della Zipline ci liberiamo dall’imbragatura: ora possiamo goderci una bibita al Nido e ricordare il volo appena effettuato.

Il costo di questa esperienza? Volo singolo € 35,00, volo in coppia (si, si può volare anche in coppia) € 60,00.

Per ulteriori informazioni sulla Zipline e sui progetti de Le Terre Alte srl, che ha ideato la struttura, vi invitiamo a visitare il sito www.lagomaggiorezipline.it.

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