Monte Ologno, meraviglioso inferno

Se non la rispetti ti stritola lentamente, ma può regalarti emozioni sconosciute, più forti di tante ascese ben più blasonate: è la salita di Trarego – Monte Ologno, grande protagonista della 18^ tappa del Giro d’Italia 2015, la Melide – Verbania (28 maggio 2015).
La affrontiamo pochi giorni prima del passaggio del Giro: scaldiamo le gambe pedalando una decina di km tra Ghiffa e Cannero, dove inizia la salita, sullo stesso percorso della tappa: molti festoni rosa sono già presenti sul tracciato ed è palpabile l’attesa per il Grande Evento; l’aria è frizzantina, più che maggio inoltrato sembra aprile.
Arriviamo a Cannero, sulla SS 34 e, al culmine di una leggerissima salita, che ci fa guadagnare qualche metro di altezza rispetto al lungolago, nel bel mezzo della parte alta del paese, una secca e stretta svolta sinistra annuncia l’inizio dell’ascesa; in realtà i prof, prima di approcciare le dure rampe del Monte Ologno, compieranno prima un giro all’interno dell’abitato.
Subito le pendenze sono molto forti, siamo tra il 10 e l’11 %, con punte del 13%; i primi metri sono tra le case, la strada è molto stretta e il fondo stradale è discreto. Nonostante la velocità ridotta – conosciamo la salita e sappiamo che risparmiare le forze in questi primi km è fondamentale – guadagniamo quota piuttosto rapidamente: ben presto i rumori della statale diventano un ricordo. Il traffico è relativamente sostenuto e incontriamo quasi solo auto con la targa della Germania; questa zona è infatti notoriamente ricca di case vacanze, alcune molto belle, altre francamente orrende, di proprietà teutonica.
Abbiamo nel frattempo trovato un buon ritmo (buono nel senso che permette di non affaticarci troppo) e anche la pendenza, dopo un primo km veramente tosto, si riduce leggermente: rimaniamo comunque oltre il 10%, con rari passaggi al 9%, ancora per circa 3 km.
La strada si arrampica in una zona piuttosto urbanizzata ed è quasi tutta esposta al sole; fortunatamente la giornata non è calda. Ulteriore difficoltà risiede nel fatto che i tornanti sono uniti da lunghi rettilinei che non danno tregua; tra l’altro abbiamo centrato proprio la giornata delle “grandi pulizie pre Giro” e ogni pochi metri dobbiamo affrontare un incontro ravvicinato con un decespugliatore che, si sa, è un nemico giurato dei ciclisti.
La strada si allarga e le pendenze diminuiscono ancora leggermente: intendiamoci, siamo spesso ben oltre l’8%, ma alcuni brevi tratti ci permettono di respirare un po’ e di godere per quanto possibile della vista del Lago Maggiore; la giornata non è bellissima, ma basta per confermarci quanto meravigliosa sia questa zona; superiamo il bivio per Viggiona e dopo circa un km, ancora piuttosto impegnativo, le pendenze finalmente ci concedono un attimo di riposo.

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Arriva il Giro…

Per qualche centinaio di metri pedaliamo su una pendenza del 3/4 %: arriviamo, dopo circa 6,5 km, a uno slargo; proseguendo dritti si arriva in centro paese, ma noi dobbiamo infilarci in quello stretto pertugio a destra, seguendo le indicazioni per Colle: lì inizia un’altra salita.
La carreggiata, da qui in poi percorreremo la strada militare della Linea Cadorna, si restringe nuovamente. Il bosco di faggi in cui si inerpica questa lingua di asfalto, rugoso, ma discreto, è molto fitto, le piante sembrano piegarsi sopra di noi, una sorta di galleria verde, non si sa se più protettiva o più minacciosa. Se prima i rettilinei la facevano da padrone ora non c’è un metro dritto: le pendenze restano intorno al 10%, anche se in certe curve sembra di impennarci verso il cielo (o, meglio, verso le piante). Il Lago Maggiore, nostro fedele compagno di viaggio nella prima parte della salita, per ora è scomparso dietro il muro verde.
Improvvisamente però, dopo circa 2,5 km da Trarego, il bosco si dirada e, nonostante la fatica, ci esaltiamo per il panorama che si apre di fronte a noi: meraviglioso. Arriva anche qualche tratto più facile, come in prossimità di una struttura ricettiva completamente abbandonata, ma l’ultimo km si impenna nuovamente al 10%, proseguendo a mezza costa fino allo scollinamento.

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Gli ultimi metri di salita

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Il panorama dal Monte Ologno

Ecco, arrivati in cima ci sarebbe di che rimanere delusi: nessun cartello, nessuna segnalazione. Ma basta guardare alla propria sinistra per dimenticare tutto: l’alto Lago Maggiore si mostra in tutta la sua magnificenza e noi, guardando il panorama, ci sentiamo fieri di aver percorso questa salita, 10,4 km con una pendenza media del 9%!
In realtà il “divertimento” non sarebbe finito, ma ve lo racconteremo poi!

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