Al Poligono di tiro per affinare concentrazione e determinazione

Un elevatissimo livello di concentrazione, riflessività e determinazione: servono solo queste doti per praticare il Tiro a Segno. Nulla di violento o particolarmente pericoloso: il Tiro a Segno è una pratica sportiva alla quale ci si può avvicinare dagli 11 anni e consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro da una determinata distanza. A Domodossola ha sede l’unica sezione del Tiro a Segno Nazionale  riconosciuta, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, dall’Unione Italiana Tiro a Segno.

 

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Qui si pratica il Tiro a Segno con le armi ad aria compressa: la pistola con calibro 4.5 (in libera vendita) e la carabina. Una sezione, quella di Domodossola, nata nel lontano 1884 e che oggi conta 76 tesserati, di cui 15 giovani e giovanissimi, e che può vantare una ricca serie di successi alle gare regionali, un tiratore già qualificato per i prossimi campionati nazionali, Francesco Betteo, e una ragazza, Alessia Bertolini, nata a Domodossola anche sportivamente e oggi tesserata per il Tiro a Segno di Milano.

 

Il Poligono di Tiro di Domodossola

Il Poligono di Tiro di Domodossola

“Per praticare questo sport bisogna avere compiuto undici anni di età, in modo che il fisico abbia la giusta resistenza, e poi servono concentrazione, impegno e costanza – spiega l’allenatore della specialità pistola Fausto Agnesa – Questo sport aiuta tantissimo i ragazzi anche nello studio, perché anche fuori dal poligono il cervello lavorerà meglio da questo punto di vista”. Piero Gaido, segretario del Tiro a Segno aggiunge: “Anche questo sport, come molti altri, permette anche a chi non raggiunge brillanti risultati agonistici di imparare molto. Lo sport è scuola di vita, e qui si impara a gestire se stessi, le proprie emozioni e lo stress. Capacità queste, che nella vita quotidiana possono tornare molto utili”.

 

Alessia Bertolini

Alessia Bertolini

Iniziare a tirare è molto semplice: ci si presenta al Tiro a Segno (Via al Bersaglio, Regione Nosere a Domodossola) il giovedì dalle 20.30 alle 22.30 e il sabato dalle 15 alle 17 e si viene subito accolti da un istruttore che, dopo aver illustrato a grandi linee il funzionamento della pistola ad aria compressa, lascia libero il ragazzo di tirare e di prendere confidenza con l’attrezzo sportivo. Per l’istruttore questo è anche un momento per studiare l’atleta, e solo successivamente iniziano le indicazioni su come mirare nel migliore dei modi, assecondando anche le inclinazioni individuali, come la dominanza di un occhio rispetto ad un altro.

Per la carabina l’istruttore è Davide Suppa: “Per questo attrezzo la tecnica da apprendere è maggiore. La pistola è molto più istintiva, mentre per impugnare una carabina il corpo è coinvolto in maniera più evidente. E poi è necessario indossare un particolare equipaggiamento che consente di migliorare la postura e proteggere il corpo dal contraccolpo”.

Il settore giovanile del Tiro a Segno Nazionale sta dando buoni risultati nelle varie categorie: oltre a Francesco Betteo, potrebbero raggiungere la qualificazione ai nazionali Luca De Reani, Fabrizio Cunegato. Il Tiro a Segno Nazionale di Domodossola è molto attento ai giovani: “Ogni anno organizziamo giornate aperte di prova con le scuole locali – spiega infatti il Presidente Ettore Superina – e stiamo collaborando con il Liceo Sportivo di Domodossola”.

 

Miria Sanzone

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