Running Angels

In questi anni sulle strade e sui sentieri delle gare podistiche nel Verbano Cusio Ossola, ho avuto modo di conoscere moltissimi podisti: tra i tanti che hanno bellissime storie da raccontare mi hanno colpito quattro ragazze, in rigoroso ordine alfabetico Ilaria Calzavara, Chiara Cerlini, Elena Colonna e Marilena Fall, accomunate da particolari caratteristiche: sono giovani, carine e simpatiche, ma soprattutto sono impegnate nel mondo del lavoro, sono mamme felici e corrono pure forte!

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Da sinistra: Marilena, Elena, Chiara e Ilaria

Se è vero che per i primi tre aspetti la Natura ha dato loro una mano, per correre essendo mamme – tutte e quattro ovviamente hanno non un solo figlio ma due – e lavorando ci vuole una motivazione speciale; e allora mi sono chiesto: come fanno?

Per togliermi ogni dubbio, ho deciso di chiederlo a loro.

Una prima risposta la ottengo quando ci troviamo presso Sportway Megastore per realizzare, grazie alla collaborazione della brava Valentina Tamboloni, il mini servizio fotografico che correda questo articolo; le ragazze sono animate da una irrefrenabile voglia di vivere, nella quiete del negozio il loro entusiasmo irrompe come un arcobaleno che si staglia contro il cielo nuvoloso. Ilaria, Chiara, Elena e Marilena scherzano tra di loro, eseguono con scrupolo le pose proposte da Valentina, ne suggeriscono loro stesse di nuove e soprattutto si divertono tantissimo.

Mentre loro di divertono, io preparo le domande: intanto prima ho chiesto a loro di presentarsi brevemente.

_D4D9740Ilaria, 36 anni, è laureata in economia aziendale e lavora in banca a tempo pieno come gestore di portafoglio; è sposata con Stefano, mentre i bimbi – i due simpatici frugoletti sono presenti all’intervista e come la mamma hanno l’argento vivo addosso! – si chiamano Sveva, nata nell’aprile del 2012 e Livio, che ha un anno e mezzo circa; dal punto di vista agonistico, “il mio miglior risultato – spiega Ilaria – è sicuramente aver raggiunto il traguardo, dopo circa un anno dalla nascita di Livio di gare la Sky Race del Motty, la Maratona della Valle Intrasca con mio fratello, la Bettelmatt Sky Race da 22 km, la Baceno Devero Crampiolo e la Veia Sky Race.

Chiara, pasticcera, fa parte di una famiglia sportiva: suo papà Gianni è uno dei Senatori della MezzaMaratona del VCO; come dice lei “è una felice e fortunata 32enne mamma runner”, e i figli, suoi e del compagno Loris, si chiamano Diego, 5 anni, e Gabriele di 11 mesi. Agonisticamente parlando questo è stato un anno molto positivo per Chiara, che oltre ad aver vinto lo Stresa Wild Trail e alcune delle serali, che si corrono con la bella stagione, ed aver concluso all’ottavo posto la Maratona della Valle Intrasca con Alfredo Fasolo, ha collezionato una serie di podi in gare e trail della zona tra i quali il Trail dell’Alpe Ompio, il Memorial Priotto e la Cheggio – Andolla.

Elena ha un anno più di Chiara, lavora come PR Consultant, è sposata con Valerio, pugile di buon livello e vice campione italiano 2003 nella categoria Welter, e ha due figli, Alessandro di 7 e Greta di 4 anni; anche Elena, che vanta un personale di 1h30′ sulla Mezza Maratona, non può certamente lamentarsi dei suoi risultati nel 2015: è stata 3^ di categoria alla LMHM, ha vinto la Maratonina della Valle Intrasca, il Cross dell’Oasi di Preglia, il Winter Trail AVIS di Vogogna e si è classificata 3^ alla Bettelmatt Sky Race da 22 km e alla Glis – Brig (CH).

_D4D9637La più giovane del gruppo è Marilena: classe 1984, sposata, grafica pubblicitaria, ha due figli, Emanuele Stefano di 5 anni e mezzo e Niccolò Mattia di 3 anni e mezzo; oltre ad aver vinto la tappa di Agrano di VCO in Corsa, Marilena si è piazzata terza nella staffetta provinciale di Corsa in Montagna, si è piazzata seconda alla Maratonina della Valle Intrasca, quarta alla Rampigada, settima nella Bettelmatt Sky Race da 22 km e 15^ nella MezzaMaratona del VCO .

Aldilà dei risultati, peraltro ottimi, l’aspetto più interessante è capire come le nostre “Running Angels” riescano a far combaciare famiglia, lavoro e corsa: il servizio fotografico è intanto finito, con ottimi risultati, e iniziamo quindi con le domande.

1) Quando avete iniziato a fare sport e soprattutto a correre?
Ilaria: Io ho iniziato a competere l’anno scorso; da circa 9 anni praticavo jogging, ma…ma nulla di aggressivo! (ride, ndr) Dopo la nascita del mio secondogenito ho voluto rimettermi in gioco, infatti ho partecipato alla mia prima gara un mese dopo il parto (cesareo) e ho corso e la mia prima mezza 3 mesi dopo. In verità però la vera sfida è iniziata quando ho iniziato a partecipare alle corse in montagna!
Chiara: Io ho iniziato a correre a 4 anni. Papà Gianni mi portava a fare i mini giri alle corse dove correva lui.
Elena: Ho sempre praticato sport fin da bambina, ma ho iniziato a correre tre anni fa.
Marilena: Non facevo sport dal 2005; ho iniziato a correre nella primavera 2014 quando Niccolò ha compiuto due anni e ho smesso di allattare, poi ho iniziato a gareggiare dal febbraio di quest’anno.
_D4D96882) Quanto è importante il sostegno del vostro compagno/marito/moroso ed eventualmente della vostra famiglia?
Ilaria: La mia famiglia mi asseconda molto, mio marito mi appoggia su tutto, è una persona d oro, come del resto i miei genitori. Non si è nessuno senza qualcuno che ti aiuti!
Chiara: Il sostegno della mia famiglia è fondamentale. Il mio compagno capisce la mia passione e mi lascia libera di organizzarmi la giornata in modo da riuscire ad allenarmi e a fare le gare. I miei genitori inoltre sono due nonni meravigliosi e mi tengono i bambini ogni volta che esco a correre.
Elena: Noi da qualche mese ci siamo trasferiti in Svizzera, quindi direi fondamentale, soprattutto adesso che (ride, ndr) siamo in balia di noi stessi!
Marilena: Il sostegno della famiglia è fondamentale, sia quando, in settimana, mi alleno, sia la domenica quando ci sono le gare.
3) Qual è l’aspetto più difficile da gestire per far combaciare famiglia lavoro e sport?
Ilaria: Lavorando full time mi alleno alle 6 del mattino d’estate e di inverno la sera, avvalendomi dell’indispensabile aiuto dei miei genitori e di mio marito. Nel fine settimana quando concentro i lunghi più impegnativi, esco molto presto in modo tale da rientrare a casa prima che i bimbi siano svegli.
La corsa è la mia passione, ma non voglio sacrificare la mia famiglia per lei, cerco di conciliare il tutto.
_D4D9895Chiara: L’aspetto più difficile, per quanto mi riguarda, è proprio l’organizzazione con i bambini. Avendone anche uno che ha meno di un anno è difficile incastrare gli orario delle varie pappe e pisolini, con quelli del lavoro, della corsa, e degli impegni dell’altro figlio più grande! Ma alla fine, in qualche modo, si arriva dappertutto, o quasi.
Se la gara è la domenica mattina, solitamente porto i bambini dai miei dopo la colazione, vado, faccio la gara e torno a recuperarli. Se la gara è una serale solitamente vengono anche i miei genitori che mi tengono i bambini per il tempo della corsa.
Poi ci sono delle belle giornate come alla Bettelmatt Sky Race in cui ho tutta la famiglia (figli e nonni) al seguito e dopo la corsa si ha la scusa per rimanere in montagna a fare festa.
Elena: Non è facile, bisogna sapersi organizzare per incastrare tutto, vivo perennemente di corsa!! Se la gara è al mattino e in zona, mi sveglio prima di tutti, faccio colazione e mi preparo. Dopodiché preparo i bambini e partiamo tutti insieme. Se invece corro fuori zona o devo affrontare una gara un po’ lunghetta mi raggiungono più tardi.
Marilena: A volte non so a chi lasciare i bimbi allora li porto con me anche in pista quando mi alleno! La mia giornata tipo pre-gara? Sveglia presto, colazione, preparo i vestiti dei bimbi, li affido al papà e via a fare la gara! I piccoli di solito dormono e mi raggiungono per l’arrivo, alcune volte son presenti anche alla partenza.
4) I vostri figli cosa dicono della vostra passione?
Ilaria: I miei bambini sono ancora piccoli per capire, ma che tu ci creda o no, io lo faccio anche per loro perché correre mi fa star talmente bene che poi sono migliore anche con loro.
Raccolgo foto di ogni gara cui partecipo perché ritengo che avere una mamma caparbia che non si arrende, sia un genuino esempio di vita anche per loro,.
Chiara: Diego, mio figlio grande, mi segue spesso, ormai è abituato. Credo che gli piaccia l’ambiente delle corse, conosce tutti e tutti lo conoscono. Mi fa il tifo e poi, quando arrivo, mi chiede sempre com’è andata la gara. Seguendo la tradizione di famiglia ha già fatto qualche mini giro ma per il momento preferisce altri sport come la MTB e il nuoto. Vedremo…
Il piccolo Gabri invece mi segue seduto sul seggiolino della bicicletta con il nonno (o, come nel caso dell’ultima Crono Tasso, direttamente nello zaino della mamma, ndr).
Elena: Sono entusiasti. Alessandro sente la gara per me, ma non gli piace correre, infatti pratica judo e calcio. Greta invece vorrebbe sempre correre con me, ha inziato da poco a partecipare ai mini giri e si diverte tantissimo.
Marilena: I miei figli mi seguono sempre e sono entusiasti della mia passione: ormai conoscono tutti i nomi dei campioni della zona e li indicano anche quando li vedono in TV!
5) Vi siete mai dette “ma chi me lo fa fare”? E quando invece avete detto “ne valeva proprio la pena”?
Ilaria: Logicamente il giorno prima di gare pesanti che vedono il raggiungimento di vette con dislivelli molto importanti, inizio a farmi le solite domande del tipo ma perché lo faccio e soprattutto mi ripeto che sarà l’ultima volta… Ben sapendo che sto mentendo a me stessa (ride, ndr).
Corri, sudi, ti arrabbi solo per il raggiungimento del traguardo, ma soprattutto per vivere quella emozione tutta tua, di orgoglio, di entusiasmo per aver un’altra volta superato un limite .
La corsa è disciplina, mi piace perché è equilibrio, quando svolgi queste gare devi conoscerti a fondo.
Questa è la differenza che distingue la passione dalla fissazione .
Chiara: Si… A volte… Quando non ne hai più, sei stanca, hai ancora tanti km da fare e le gambe non vogliono andare avanti… A quel punto ti chiedi ‘Perché mi piace così tanto fare fatica?!’ Ma quando arrivi però ti ripeti ‘ne valeva proprio la pena?’ e la risposta è sempre: si!!
Elena:  A volte mi sono chiesta ma chi me lo ha fatto fare, ma sempre con il sorriso, come per esempio quando devo sostenere un allenamento o una gara sotto il diluvio… Io comunque non mi tiro mai indietro (sorride, ndr).
Ne vale sempre la pena! Anche quando non va come dovrebbe, c’è sempre da imparare per crescere e migliorarsi, nella corsa cosí come nella vita.
Marilena: Quando mi alleno sotto il diluvio, lo ammetto, a volte penso chi me lo fa fare… Ma la passione per la corsa vince sempre anche in quei momenti. Ne è valsa la pena… lo penso sempre dopo ogni gara! Anche quelle che non vanno come ti aspetti, perché ognuna ti regala qualcosa, sono tutte esperienze che ti fanno crescere e ti permettono di affrontare al meglio la gara successiva. Devo dire che quelle in montagna sono ‘il top’, ti regalano panorami mozzafiato, e il senso di libertà che si prova a correre in montagna è qualcosa di impagabile. Ma in realtà a me piace correre anche in piano e partecipare alle gare veloci di 6 km e alle mezze maratone. Insomma, amo correre! La corsa è fatica ma ogni piccolo miglioramento ti fa capire che i sacrifici pagano sempre, ed è una sensazione bellissima. Con la corsa impari ad ascoltare ancora meglio il tuo corpo e anche a fermarti quando è necessario… Anche se questa è la parte più difficile per noi runners!
Con queste bellissime parole termina l’intervista: le ragazze sono toste, e nella loro voglia di divertimento e di sport risiede un grande insegnamento, esplicitato da Ilaria, ma che traspare anche dalle parole di Chiara, Elena e Marilena: se si assecondano le proprie passioni, in modo sano e con la gioia di farlo, si vive meglio e si fa stare meglio anche chi ci sta intorno.
Brave Running Angels!
NOTA: un ringraziamento particolare ad Anna Parodi e Valentina Tamboloni per aver permesso la realizzazione del servizio.

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