Sci di fondo a giugno? In Formazza si può!

La Val Formazza non finisce mai di stupire: in questi giorni di inizio estate, gli Sci Club Formazza, Antigorio, Anzasca e Vigezzo si sono trovati per un raduno collegiale delle squadre di sci nordico, proprio nella Valle in cui si è fatta la storia di questo sport. Fin qui nulla di strano, sembrerebbe uno dei classici raduni estivi di inizio preparazione: in realtà i ragazzi, di età compresa tra gli undici e i diciotto anni, hanno potuto allenarsi sugli sci di fondo, in quanto il raduno si è tenuto presso il Rifugio Città di Busto, a quota 2.480 m di altezza: “L’innevamento del Pian dei Camosci – spiega il gestore del rifugio, Marco Valsesia – è ancora buono; grazie al gatto delle nevi di cui disponiamo abbiamo potuto battere un percorso e di conseguenza gli atleti hanno potuto tornare ad allenarsi sulla neve; è una idea – spiega ancora Valsesia – che avevamo avuto già 25 anni fa, e che abbiamo potuto sviluppare nuovamente con la collaborazione degli sci club locali”.

SciFondoPianCamosci

Una panoramica della pista di Pian dei Camosci

Il rifugio, così diverso dal solito albergo di una città turistica, aggiunge ulteriore fascino all’esperienza che vivono i ragazzi e gli allenatori: “Al Città di Busto ci si arriva dopo una camminata di almeno un’ora – spiega ancora Valsesia – e, una volta terminato l’allenamento, gli atleti si ritrovano tutti nel rifugio, cementando ulteriormente il gruppo; in questa epoca di smartphone, tablet e pc non è scontato vedere dei ragazzi così giovani che si trovano intorno a un tavolo a giocare a carte!”

Il raduno sta dando buoni frutti anche sotto l’aspetto tecnico: “Svolgiamo – spiega Mauro Mancini dello Sci Club Antigorio – preparazioni differenziate per i diversi gruppi creati in base alle fasce d’età: il percorso di circa 2,5 km non è difficile, ma è l’ideale per questo momento della stagione e anche la neve è discreta, tenendo conto che siamo a giugno inoltrato; non dimentichiamo che siamo a circa 2.500 m di altitudine e questo aggiunge ulteriore difficoltà”.

Altro fattore da sottolineare è la collaborazione tra gli Sci Club: “Per poter sfruttare al meglio certe occasioni è indispensabile la collaborazione tra i nostri Sci Club – spiega ancora Mancini – e in questo caso direi che il reciproco sostegno è stata la chiave per poter organizzare questo raduno”.

L’esperienza è riservata solo agli Sci Club? “Per poter mettere in moto tutta la macchina organizzativa – rifugio, battitura pista, etc – è necessaria la presenza di un gruppo piuttosto numeroso – conferma Marco Valsesia – però sicuramente è una esperienza che vorremmo ripetere”.

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